
Genealogie dell'immaginario
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ALLEGATI
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Gli autori – Introduzione (F. Carmagnola, V. Matera) – Parte I La genesi moderna – 1. Un’immaginazione per il Settecento (E. Franzini) – 2. Immaginario e immaginazione nel Romanticismo (P. d’Angelo) – 3. Marx e l’immaginario tra ideologia e feticismo (V. Morfino e L. Pinzolo) – 4. La moneta sognante. Motivi dell’immaginario contemporaneo in Walter Benjamin (F. Cappa) – 5. Aporie dell’immaginario sartiano (G. Bertolotti e F. Cambria) – 6. L’immaginario nell’opera di Cornelius Castoriadis (A. Mangano) – 7. Tra immaginario e immaginale (P.Mottana) – 8. La modernità è altrove. Immaginario e antropologia (V. Matera) – 9. Le terre di mezzo dell’immaginario scientifico (T. Pievani) – 10. Lacan e l’inconscio strutturato come un’imago (M. Recalcati) – 11. Slavoj Zizek e l’immaginario (M. Senaldi) – 12. Immaginario e senso comune. A partire da Gli immaginari sociali moderni di Charles Taylor (P. Jedlowski) – 13. Nuovi media, tecnologia e nuova narratività nel post-human (P. Ferri) – 14. Immagine e immaginario delle merci e delle marche (V. Codeluppi) – 15. Redistribuire le immagini (A. Somaini) – Bibliografia
• Contenuti:
Fino a pochi anni fa, nella lingua italiana e nei suoi dizionari, immaginario era soltanto un aggettivo che serviva a distinguere le entità create dalla fantasia da quelle del mondo reale. C’erano i personaggi immaginari, i mondi immaginari, il sostantivo era una rarità dal significato non ben definito; immaginario è dunque una parola in parte nuova, che è cresciuta nell’uso degli ultimi venti-trent’anni.
Se l’immigrazione è la fabbrica delle immagini, l’immaginario ne è il repertorio (magazzino o museo). L’immaginazione ne è il processo attivo e creativo; l’immaginario è una parola dal significato ancora non perfettamente definito, ma è anche in un certo senso la tomba dell’immaginazione.
A partire da questa riflessione, si sviluppa Genealogie dell’immaginario che, attraverso un percorso ricco di fascino (che va dal cinema alla pittura, dalla psicoanalisi alla letteratura), raccoglie e dispiega le molteplici versioni dell’immaginario, lasciandone intatte la complessità e l’ambiguità. Un luogo comune? Un parente povero dell’immaginazione? Oppure veramente il luogo dove tutto è possibile, dove il mondo si trasforma di continuo: un archivio, un magazzino che ciascuno di noi possiede e in cui stipa non solo le sue fantasie, ma il suo mondo, reale come quello che ci circonda.
Fulvio Carmagnola insegna estetica all’Università di Milano-Bicocca e coordina Orbis Tertius, un gruppo di ricerca transdisciplinare sull’immaginario contemporaneo. Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo La triste scienza. Il simbolico, l’immaginario, la crisi del reale (2003) e Il consumo delle immagini. Estetica e beni simbolici della Fiction Economy (2006).
Vincenzo Matera è professore associato di Antropologia culturale all’Università di Milano-Bicocca. Per UTET Università ha curato Il concetto di cultura nelle scienze sociali contempora-nee (2008).




