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Quitter, Neet e senso del lavoro in Italia
- Autori: S. Bertolini
- Marchio:UTET Università
- Anno:2026
- ISBN:9791255971368
- Pagine:168
- Prezzo:€ 16,00
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Abstract
Negli anni Novanta il dibattito pubblico annunciava la «fine del lavoro». Trent’anni dopo, il lavoro non è scomparso: è cambiato. Oggi si parla di dimissioni di massa, quitter, precarietà persistente e NEET. Fenomeni diversi che sembrano contraddirsi, ma che in realtà raccontano una trasformazione profonda: non è il lavoro in sé a essere rifiutato, ma un lavoro che non genera benessere, non rispecchia le proprie aspettative e non lascia spazio alla vita.
Questo libro indaga il mutamento del senso del lavoro in Italia, soprattutto tra le nuove generazioni, mettendo i cambiamenti culturali del lavoro in relazione con le trasformazioni istituzionali che hanno ridefinito mercati, identità e aspirazioni individuali.
Nella prima parte, il libro riprende le teorie dei grandi autori e delle grandi autrici di fine secolo – da Accornero ai principali studiosi della centralità del lavoro – per comprenderne l’eredità nel presente. Inoltre, analizza le trasformazioni del mercato del lavoro dagli anni Novanta a oggi: dalla crisi dei mercati interni alla segmentazione, dalla flessibilizzazione agli shock globali post 2008. Fino ai più recenti fenomeni della digitalizzazione, dello smart working e del lavoro in piattaforma, ricollegando queste dinamiche al modo in cui le nuove generazioni interpretano il proprio percorso lavorativo. Nella seconda parte, viene proposta un’analisi empirica originale, fondata su dati qualitativi e quantitativi, che connette la stagione dei quitter con quella dei precari e dei NEET.
Questo libro indaga il mutamento del senso del lavoro in Italia, soprattutto tra le nuove generazioni, mettendo i cambiamenti culturali del lavoro in relazione con le trasformazioni istituzionali che hanno ridefinito mercati, identità e aspirazioni individuali.
Nella prima parte, il libro riprende le teorie dei grandi autori e delle grandi autrici di fine secolo – da Accornero ai principali studiosi della centralità del lavoro – per comprenderne l’eredità nel presente. Inoltre, analizza le trasformazioni del mercato del lavoro dagli anni Novanta a oggi: dalla crisi dei mercati interni alla segmentazione, dalla flessibilizzazione agli shock globali post 2008. Fino ai più recenti fenomeni della digitalizzazione, dello smart working e del lavoro in piattaforma, ricollegando queste dinamiche al modo in cui le nuove generazioni interpretano il proprio percorso lavorativo. Nella seconda parte, viene proposta un’analisi empirica originale, fondata su dati qualitativi e quantitativi, che connette la stagione dei quitter con quella dei precari e dei NEET.
Colmando il divario tra percezioni intuitive e ricerca scientifica, il volume offre una lettura lucida e rigorosa del mercato del lavoro contemporaneo: un contesto in cui identità, aspirazioni e condizioni materiali si ridefiniscono insieme, rimodellando anche ciò che per i giovani significa davvero «lavorare».
Un saggio che invita a guardare oltre le semplificazioni e restituisce complessità a uno dei temi centrali della nostra epoca.


